07 Dicembre 2019

Social e figli: rischi e responsabilità

18-11-2019 21:20 - Scuola Secondaria I° Fauglia
Venerdì 8 novembre si è svolto, nei locali della scuola secondaria di Fauglia, un incontro tra polizia delle comunicazioni (la polizia postale) e genitori. È stata un’importante lezione sulla psicologia dei nostri ragazzi, il potenziale degli smartphone e le sanzioni cui si va incontro magari anche inconsapevolmente. Il genitore intestatario del dispositivo o dell’indirizzo
e-mail fornito per iscriversi ai social è responsabile di tutto ciò che viene condiviso e ricevuto. Dai 14 anni anche il minore dovrà rispondere delle sue azioni ma comunque, fino ai 18, è il genitore che rischia multe, anni di detenzione e addirittura la revoca della patria potestà.
Mettiamo il caso che il vostro adorabile pargoletto abbia condiviso foto di minorenni in atti sessualmente espliciti, o foto di parti intime, o fotomontaggi con volti di amici su corpi di sconosciuti in atteggiamento osé, la polizia verrà a cercare l’intestatario dell’account e siccome i social come Facebook, Instagram, WhatsApp, ecc. necessitano della maggior età per iscriversi, eccovi seduti su una sedia della questura a dover rispondere di cose di cui ignorate anche l’esistenza. Questo anche se la vostra creatura sostiene di aver prestato il cellulare a un compagno o che l’amico, venuto a casa vostra per studiare, è entrato sul suo account e poi si è scordato di cliccare “uscire”. L’accusa sarà “accesso abusivo su siti informatici”. L’amico ha dato la sua password a vostro figlio e lui l’ha usata impropriamente o l’ha passata a terzi? Il reato in questione è “detenzione abusiva di password”. Se il minore posta materiale pedopornografico, il genitore rischia da 24.000 a 240.000 euro di multa e dai 6 ai 12 anni di reclusione. Se lo diffonde condividendolo si rischia da 1 a 5 anni. E se lo ha ricevuto, non l’ha condiviso ma non lo ha cancellato immediatamente? 3 anni di galera. Ovviamente poi ci saranno ripercussioni quando un domani cercherà lavoro magari nell’esercito, perché questo resterà indelebile sulla fedina penale. Per i più grandi, anche esibire atteggiamenti poco affidabili sui social, può compromettere la carriera. È risaputo infatti che al giorno d’oggi qualsiasi azienda ha del personale specializzato nella selezione dei candidati all’assunzione che perlustra i social e controlla i profili.
Ora che abbiamo capito che i genitori sono responsabili totalmente dei dispositivi dei figli, ecco alcuni consigli:
- Ricordarsi che ciò che postiamo diventa di tutti e resta in rete PER SEMPRE, anche se oscurato.
- Non dare mai indicazioni di assenze da casa. Le foto delle ferie, condividetele al ritorno.
- Cancellare immediatamente le immagini ricevute passibili di denuncia e DOPO rivolgersi alla polizia spiegando cosa avete visto. Se andate in caserma con la foto sul cellulare per farla vedere in buona fede,loro devono multarvi per detenzione di materiale pedopornografico o non autorizzato (Revenge porn).
- Non offendere o denigrare mai qualcuno sui social anche senza specificare il nome del destinatario dell’appellativo: se la persona è identificabile, può denunciarvi per diffamazione.
- Far capire ai figli l’importanza della loro privacy. Ovviamente ciò non vale quando fanno i furbi e vi impediscono l’accesso o il controllo a telefonini o tablet, quei dispositivi sono intestati a voi!
- Dare delle restrizioni di orario per le attività “virtuali” e ricordare l’importanza della vita reale per evitare la video- dipendenza.
Detto ciò, non demonizziamo questi strumenti ma usiamoli sempre con consapevolezza e insegniamo ai nostri figli le cose che per noi sono scontate, come il rapportarsi col prossimo e l’importanza della comunicazione dell’emozione .




Fonte: Silvia Sardelli

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