23 Gennaio 2021

Safer Internet Day: tutti uniti contro bullismo e cyberbullismo

05-02-2019 11:23 - Scuola Secondaria di Crespina
Nell'ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) la nostra scuola media "Ersilio Cozzi" di Crespina Lorenzana ha proposto a tutti gli studenti la visione di uno spettacolo teatrale intitolato "Bulli e Pupi" per la prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo.

Ecco alcuni estratti dei lavori degli alunni:

Il 30 gennaio 2019 la scuola si è recata a Pisa presso il Cinema Teatro Nuovo per vedere uno spettacolo intitolato "Bulli & Pupi". L'attore ha spiegato che pupi deriva dal siciliano e significa "persone che si fanno muovere" poiché in Sicilia i pupi sono delle bamboline con i fili. Lo spettacolo parlava di un tredicenne chiamato Filippo. Filippo era un ragazzo co e gli altri, l'unico "problema" era che non sapeva giocare a calcio e il suo prof di ginnastica aveva deciso che l'ultimo ad essere scelto nella squadra veniva chiamato "scarto". Quando la formazione delle squadre era completa e mancava solo lo "scarto" che era sempre Filippo, ricevevano la palla o lo scarto giocando a pari o dispari. Filippo fu uno scarto per talmente troppe volte che ad un certo punto divenne il suo soprannome. Lui era un po' imbranato, perciò quando prendeva la merenda, quest'ultima tendeva a cadergli costantemente dalle mani. Anche se era piuttosto spiacevole e imbarazzante, gli altri ragazzi si limitavano a ridere. La situazione divenne più complicata con l'arrivo di Claudio. Claudio era un ragazzino che arrivò a scuola verso la fine di gennaio. Lui diceva che si era dovuto trasferire per il lavoro del padre, ma in realtà si era trasferito perché nella scuola dove andava prima era il classico bulletto ed i genitori dei suoi ex compagni di classe volevano denunciarlo. La classe si divise in due gruppi: i ragazzi che si facevano sottomettere da Claudio e quelli che invece si nascondevano. Vi lascio indovinare in quale gruppo era Filippo… Pure volendo per lui era difficile nascondersi se ogni volta che veniva chiamato alla lavagna rompeva il gessetto e andava nel pallone, oppure quando cercava di aprire il succo e gli schizzava addosso. Era difficile nascondersi dai video che i ragazzi postavano con l'hashtag scarto (#scarto). Fu così che Claudio iniziò a deridere Filippo. Fu così che filippo non ce la faceva più. Lui non parlò con nessuno di questa situazione, ma iniziò a comportarsi in modo strano.
Era un giovedì mattina come gli altri, suonò la campanella della ricreazione, Filippo si recò in cortile, venne una rissa e lui sbatté forte la testa nello spigolo di un muretto di cemento. Filippo perse conoscenza e anche se l'ambulanza fece presto…
(Matilde Mori IIC)

Questo spettacolo è stato creato con lo scopo di far capire cos'è il bullismo ed a cosa può portare, ovvero anche alla morte. All'inizio il personaggio veniva interpretato in modo un po' scherzoso, ma poi la questione diventava sempre più seria; i suoi compagni di classe continuavano a prenderlo in giro, costantemente, sempre di più.
Oggi giorno ci sono molte persone che vengono bullizzate, che soffrono, che hanno un dolore dentro che è più forte della forza per combattere, quindi crollano, credono a tutti gli insulti che gli arrivano e hanno paura; ed è per questo che iniziano sempre di più ad isolarsi.
In alcuni casi, tutto il dolore lo ributtano su questo fenomeno chiamato "autolesionismo".
Per di più iniziano a prenderti in giro anche sui social (cyberbullismo) allora sì che ti senti morire dentro, sapendo che anche gran parte del web t prende in giro.
(Alice Bechini IIC)

[…] Iniziarono tutti a creare gruppi WhatsApp chiamati "cosa avrà oggi per merenda Scarto?", "scarto" e nomi del genere. Inoltre su una piattaforma social è stato pubblicato un video dall'hashtag scarto (#scarto). Questa situazione si amplificò e Filippo fu conosciuto anche dagli amici degli amici.
(Matteo Filidei IIC)

Il titolo riprende il fatto che in Sicilia i pupi sono delle marionette mosse da una persona e l'espressione "sei un pupo" significa che non usi il tuo cervello, come i compagni di Filippo, e il bullo sarebbe il ragazzo nuovo. È stato uno spettacolo molto educativo e spero che ognuno di noi abbia imparato la lezione.
(Martina Liuzzi IIC)

A me è piaciuto molto questo racconto perché fa capire ai bulli cosa può succedere se si spingono troppo oltre.
(Mattia Fatticcioni IIC)

Alla fine questo spettacolo mi è piaciuto e la cosa che mi è dispiaciuto di più è quando lo bullizzavano. A me questa parola mi fa riflettere, mi fa pensare a quando succedeva a me ma spero che a voi non succeda mai perché è una cosa brutta sentirsi offesi ed esclusi…
(Aurora Bacciarelli IIC)





Fonte: Cosimo Acquaviva e Serena Campani

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