16 Luglio 2020

Polizia Postale

01-12-2016 19:41 - Scuola Secondaria I° Fauglia
Sicurezza e protezione nell´uso del web: incontro con la Polizia Postale alla Scuola Secondaria di Fauglia di Anna Bertini, genitore. Sabato 22 ottobre ha avuto luogo presso la Scuola Media di Fauglia - appartenente all´Istituto Comprensivo Mariti diretto dalla Dott. ssa Daniela Pampaloni - un incontro tra i genitori degli alunni frequentanti le tre classi della Scuola Secondaria e il Sovrintendente della Polizia Postale di Pisa Bruno Gaspari sul tema della sicurezza e della privacy nell´utilizzo della rete web da parte di minori. Prima di questo incontro Venerdì 14 ottobre la Polizia Postale ha incontrato tutti gli alunni della Scuola Media. A questo hanno preso parte anche alcuni insegnanti della scuola stessa e le coordinatrici del plesso Prof. Magnozzi e Prof. Buono. Il tema è stato affrontato dal Sovr. Gaspari con grande competenza e sensibilità. Il poliziotto ha corredato il suo trattato con proiezioni di schemi - efficaci nell´illustrare i rapporti capillari che si vengono a creare nel cyberspazio tra utenti - oltre a mostrare alcune testimonianze stampa. Rivolgendosi al pubblico presente in modo chiaro e esauriente l´ufficiale ha affrontato un discorso cruciale per gli adolescenti e i genitori, che cercano – spesso tuttavia inutilmente o in modo non del tutto coerente – di proteggere i figli dai molti rischi che si sono venuti a creare nell´ambito della rete. Secondo Gaspari intanto sarebbe auspicabile - per una reale protezione - consentire l´uso degli smartphone con accesso internet solo a partire dal quattordicesimo anno di età, quando la capacità di discernimento dei ragazzi si ritiene maggiormente sviluppata. Ma solo se i genitori sono altrettanto maturi e rispettosi nei riguardi della privacy e delle regole del mezzo in questione si possono ottenere risultati apprezzabili con i figli. Il cyberbullismo in particolare è frutto di un atteggiamento che può essere rafforzato o scoraggiato a casa, laddove i genitori non appoggino la tendenza dell´adolescente a giudicare l´altro se non omologabile e siano essi stessi rispettosi di alcune fondamentali leggi che si rendono necessarie per un più corretto utilizzo dei social. Il sovrintendente ha chiarito i risvolti penali delle denunce per diffamazione o turbativa della privacy: è sembrato chiaro che l´utilizzo improprio delle chat tramite commenti offensivi o informazioni non comprovate come l´uso non autorizzato dell´immagine di un altro siano azioni che possono portare gravi conseguenze e non vadano considerate con leggerezza. Gaspari ha reso i presenti consapevoli del fatto che le reti social sono massivamente interconnesse. Condividere significa rendere pubblico non ci sono protezioni reali. Grazie al moltiplicarsi delle condivisioni è praticamente impossibile revocare la visibilità di un contenuto. Una delle tematiche più scabrose legate all´utilizzo del web è la crescente domanda - e contemporaneamente risposta proveniente da minorenni - riguardo a prestazioni sessuali mercenarie all´interno del cyberspazio. Il lavoro della polizia postale intorno all´identificazione di materiale pedo-pornografico in rete è costante e sempre più capillare ma ciò non toglie che sia estremamente difficile debellare il rischio di adescamento e/o coinvolgimento in pratiche sessuali a mezzo web-cam. Tale difficoltà è resa tanto più alta dalla possibilità di presentarsi nel web protetti da identità fittizie. La rete - come molte delle innovazioni degli ultimi decenni - non è negativa o cattiva in sé ma per il tipo di uso che se ne va a fare: non dimentichiamo i tanti utilizzi virtuosi e vantaggiosi che vengono attuati quotidianamente. Resta la necessità fondamentale di tramandare ai figli una serie di valori che devono essere patrimonio dell´educazione e dell´esempio all´interno della cerchia familiare. Solo se fermamente convinti essi stessi di quanto sia fondamentale la salvaguardia della propria intimità, se convinti di quanto sia esecrabile la mercificazione del corpo, se abituati a rispettare il debole e il diverso nonché semplici regole di tutela della sfera privata dell´altro, i nostri figli potranno capire per sé e da sé come aiutare la polizia, gli insegnanti, i genitori, gli operatori sociali tutti a proteggerli da quei rischi dell´internet che in fine ricadrebbero pesantemente sulla loro integrità psicologica, fisica, relazionale. Insomma, l´educazione e l´etica sono la prima e la migliore difesa per i nostri figli ed è fondamentale che scuola famiglia e forze di sicurezza cooperino nel realizzarla. L´incontro all´Istituto Mariti ne è stata una efficace riprova.

Fonte: Scuola Secondaria di I° Fauglia

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