17 Ottobre 2019

Gli Orti

L’articolo 32 della Costituzione sancisce la tutela della salute come un fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, accogliendo i principi dell’ OMS nella legge n° 833 del 1978 la quale, in fatto di promozione della salute, definita chiaramente fisica e psichica, sottolinea l’importanza della prevenzione come supporto al benessere generale dell’individuo e sostiene inoltre la necessità di formare una “moderna coscienza” di cura della salute sulla base di una adeguata educazione del cittadino e della comunità.
La traduzione di dichiarazioni di principio in strategie operative costituisce da sempre un processo complesso e difficile soprattutto quando le implicazioni per l´azione richiedono il cambiamento del nostro modo di pensare e di agire. In questo senso per dare un impulso significativo al perseguimento della salute da parte dei governi, ai diversi livelli, l´OMS ha cercato di rendere operative, a partire dagli anni ottanta, due strategie che vanno sotto il nome, rispettivamente, di "promozione della salute" e di "strategia della salute per tutti". Ciò soprattutto nella consapevolezza che la salute è il risultato di una serie di determinanti di tipo sociale, ambientale, economico e genetico e non il semplice prodotto di una organizzazione sanitaria. (Da Wikipedia. L’Enciclopedia Libera).
La Scuola ha quindi un ruolo importante per promuovere “la salute” dei bambini/ ragazzini/cittadini sin dalla più tenera età e noi vogliamo esercitarlo con consapevolezza, competenza, attenzione. Abbiamo al nostro attivo diversi anni di lavoro in questa direzione. Non è un punto di arrivo, ma una direzione di marcia che nell’anno scolastico 2013 2014 possiamo/dobbiamo ampliare/sviluppare/approfondire con l’aiuto dei genitori –nostri alleati nella salvaguardia della salute dei loro figli- e con i tanti esperti nostri amici che come noi credono che il lavoro di promozione del benessere di ogni uomo coincida dal punto di vista didattico con l’approccio globale al curricolo.
Il progetto “Orti a scuola” è solo un piccolo esempio di come insegnanti e bambini possano trasformare i momenti d’impegno in questa direzione in divertimento, apprendimento, creatività e relazione con tutta la comunità.
“Quando a scuola diventerà possibile e naturale metter le mani nella terra, lavorarla e conoscerla bene, il processo e un nuovo approccio alla natura (e verso un mondo nuovo e più normale) sarà più facile e veloce. E soprattutto più semplice”. Paolo Pejrone, in: “L’insalata era nell’orto”, Nadia Nicoletti, Laboratorio Salani (2009)
L´orto rappresenta uno strumento didattico per conoscere il territorio, i suoi prodotti e le sue ricette ma anche occasione per incontrare esperti artigiani e produttori della comunità locale.
In un orto scolastico studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali sono gli attori del progetto, costituendo la comunità d’apprendimento per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell´ambiente.
Ma non solo… La cura dell’orto permette agli allievi di svolgere all’aria aperta un’attività proficua alla salute, di capire da dove viene il cibo, di sviluppare abilità manuali e la capacità di attendere. Senza nemmeno accorgersene, i bambini imparano la geometria, la botanica, l’ecologia, la gioia di vivere e condividere i frutti del lavoro.
Coltivare è il gesto più antico, forse il primo che ha consentito di parlare di civiltà. Coltivare un orto a scuola è coltivare prima di tutto dei saperi. Saperi che hanno a che fare con i gesti, con un apprendimento esperienziale che le generazioni più giovani non sempre hanno modo di sperimentare. Coltivare vuol dire avere a che fare con un essere vivente, una realtà che va al di là della certezza di soluzione propria di un´equazione matematica.

Troppo spesso anche i nostri bambini vedono gli alimenti pronti, confezionati o addirittura già cotti nel piatto senza chiedersi da dove provengano e come siano fatti in origine. Seguire un corretto stile alimentare presuppone però la conoscenza dell’argomento e consapevolezza nelle scelte. Appare dunque fondamentale che già da piccoli i bambini si pongano la domanda di “cosa stanno mangiando”.

Coltivare a scuola, mentre intende ribadire il rapporto stagione-alimentazione-agricoltura e far conoscere i prodotti tipici del nostro territorio, è un modo per imparare. Imparare a conoscere gli esseri viventi, il funzionamento di una comunità, l´importanza dei beni collettivi e dei saperi altrui. Saperi di altre generazioni e di altri popoli. Coltivare l´orto a scuola è un attività interdisciplinare adattabile ad ogni età, un´occasione di crescita in cui si supera la divisione tra insegnante e allievo e si impara condividendo gesti, scelte e nozioni, oltre che metodo.

Nell´immaginario collettivo coltivare un orto richiede un terreno e spazi ampi, molto tempo e saperi che, nella civiltà moderna, paiono complessi. Alcune esperienze concrete, dirette ed attuali dimostrano che non è così. Si può coltivare anche senza avere un appezzamento di terreno a disposizione. Nei giardini delle nostre scuole sono stati allestiti spazi dedicati, che vorremmo incrementare, soprattutto nelle quattro scuole primarie.

L´orto vive tutto l´anno e l´orto scolastico deve trovare un equilibrio tra i tempi e le esigenze della didattica, i ritmi biologici delle piante, la tradizione agricola della zona e la motivazione del personale scolastico, degli studenti e delle famiglie nel realizzare un percorso di crescita culturale attorno e con l´orto. L´estate può essere un momento critico, ma anche un´opportunità per favorire una vita sociale nella scuola (le famiglie intervengono irrigando e raccogliendo i frutti durante l´estate) o il ricorso alla tecnologia (un piccolo impianto di irrigazione!).

Caratteristiche dei nostri orti:
•il terreno deve essere coltivato per tutta la durata del progetto
•la coltivazione deve essere biologica o biodinamica
•le varietà coltivate devono essere quelle tipiche del territorio
•è vietata la coltivazione di prodotti geneticamente modificati
•devono essere privilegiati i prodotti che possono essere raccolti e consumati durante l´anno scolastico
•l´uso dell´acqua deve avere un ruolo didattico: è fondamentale l´importanza di una gestione oculata della risorsa


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