23 Novembre 2020

"Caro figlio, vorrei leggerti" è una manifestazione da riproporre.

01-11-2017 20:32 - Scuola Secondaria di Crespina
Mercoledì 25 0ttobre, con grande gioia di tutti gli alunni, c´è stata la tradizionale manifestazione " Caro figlio vorrei leggerti....".
I genitori intervenuti ci hanno letto racconti significativi, uno ad esempio parlava dei Rom e voleva farci capire che anche se una persona è diversa da noi per le sue tradizioni ed il suo modo di comportarsi, ha sempre delle qualità e per questo dobbiamo accettarla per quello che è e volerle bene.
E´ intervenuto anche un anziano signore molto divertente, che ci ha letto poesie buffe scritte proprio da lui. Mi ha fatto ridere, perché il contenuto era leggero e simpatico, e poesie del genere non le avevo mai lette prima.
Alla lim abbiamo visto delle slide che ci hanno fatto capire quanto sia importante leggere. Leggendo si possono imparare nuove parole, capire bene il significato di parole che usiamo in modo un po´ superficiale. Leggere sviluppa la fantasia e questo è importante per l´immaginazione, per disegnare ed anche per scrivere nuove storie. Durante questo incontro ci hanno proposto la lettura di due libri e uno, "L´ombra del vento", lo prenderò certamente in prestito in biblioteca. Grazie a questo intervento mi è venuta voglia di leggere ancora di più.
Un padre ci ha raccontato la storia del proprio nonno, che è stato prigioniero in un campo di concentramento durante il nazismo. Questo racconto mi ha travolto completamente, perché storie come queste mi catturano il cuore, infatti mi sono quasi commossa. Il nonno ha passato due anni e mezzo in Germania, perché i tedeschi lo avevano catturato e lo avevano portato in un campo di concentramento. Un giorno scoppiò una bomba vicino alla sua baracca dove dormiva e tutti quelli che erano in condizione di farlo scapparono e tra questi c´era lui. Una donna tedesca lo ospitò nella propria casa e lo accudì fino a quando non fu nella condizione di tornare in Italia.
Prima di finire siamo andati in palestra dove era stata allestita una mostra di disegni, che illustrava l´avventura di un immigrato nigeriano, la sua vita fino ad oggi e tutto quello che gli era capitato. Il giovane nigeriano parlava in inglese e la mamma di un nostro compagno traduceva per noi. Mi ha colpito molto, perché non avevo mai sentito storie del genere.
La manifestazione di quest´anno mi ha insegnato molte cose interessanti che non sapevo, per questo vorrei che il prossimo anno la scuola , insieme ai genitori, organizzasse di nuovo questo evento.

Matilde seconda B

Quando sono arrivati i genitori ci hanno messi insieme alla 2A, e il primo che è entrato era un vecchio signore che scriveva poesie e ce ne ha lette tre: una sullo scuolabus, una sui maiali e quella di Orfeo e Euridice. Poi ci hanno fatto vedere sulla Lim la spiegazione dell´ultima poesia che mi sembrava un po´ noiosa.
Poi è arrivata una signora che ci ha letto una storia che già conoscevo e si intitolava "il primo no di rosa", un´altra signora ci ha letto la storia di un bambino e l´importanza della scuola: questo glielo aveva raccontato mia madre.
Dopo è arrivato un uomo che ci ha raccontato la storia di suo nonno che era stato nei campi di concentramento e che era scappato grazie a una donna tedesca: per questo il nonno parlava male dei tedeschi, mentre la moglie ne parlava bene perché il marito era tornato grazie ad una tedesca.
Un altro signore ci ha raccontato la storia di un pilota australiano che fa un atterraggio di emergenza vicino a Cenaia e viene accolto e ospitato da una famiglia che corre il rischio di essere scoperta dai tedeschi. Il pilota salvato, finita la guerra torna in Australia, e poi un membro della famiglia va a trovarlo nel suo paese.
Poi abbiamo conosciuto anche un artista nigeriano, e devo ammettere che con i disegni ci sa fare. Egli ha raccontato il viaggio verso l´Italia con i suoi disegni.
Alla fine ho capito che ogni storia ha un argomento diverso ma importante per ognuno di noi. E poi sono rimasta molto colpita da tutti questi racconti.

Greta seconda B


Fonte: Serena Campani

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