24 Ottobre 2020

A Ottobre Piovono Libri: LA DISLESSIA NON E´ UNA MALATTIA

29-10-2015 20:57 - Scuola Secondaria di Crespina
Lo dicono due autori d´ eccezione, Irene e Marco, alla presentazione del loro ultimo libro, " Devo solo attrezzarmi 2". L´evento si è svolto alla biblioteca del comune di Crespina- Lorenzana sabato 17 ottobre alla presenza di genitori, insegnanti e gli alunni della Scuola Media " E. Cozzi" di Crespina, a rappresentare l´Amministrazione comunale c´era l´assessore all´istruzione. La presentazione del libro è stata l´occasione per una riflessione approfondita sul problema dei disturbi specifici di apprendimento e i due ragazzi ne hanno parlato raccontando la loro storia, partendo da come lo hanno scoperto, dalla difficoltà di dirlo ai compagni e di come hanno fatto a convivere con questo ostacolo nel loro percorso scolastico. I ragazzi che hanno questo disturbo hanno bisogno di più tempo nello studio, possono avere problemi nella lettura, nel calcolo e nella scrittura (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia). Irene e Marco fanno parte di un´associazione, "PILLOLE DI PAROLE" (P.D.P.), nata a Firenze per essere un punto di incontro per giovani con queste difficoltà. I ragazzi si incontrano per due sabati al mese per parlare, per scambiarsi le esperienze personali e per sostenersi a vicenda. L´associazione ogni anno fa delle conferenze, il tema di quest´anno sarà come uno studente dislessico si approccia alle lingue straniere. Lo studio delle lingue straniere per i dislessici è davvero complicato. Molto interessanti ed emozionanti sono stati i racconti della loro esperienza personale, come la paura di un ragazzo con D.S.A. che quando i compagni vengono a sapere del suo problema il rapporto cambi. Tutti questi ragazzi si vergognano del loro problema e hanno sempre la paura di essere presi in giro. I ragazzi con D.S.A. possono fare tutto quello che fa un ragazzo senza questo disturbo, Marco è iscritto all´università e ha già scritto due libri, ma hanno bisogno di tempi più lunghi e di strumenti compensativi come le mappe concettuali, il computer per scrivere o la calcolatrice, ma soprattutto hanno bisogno di essere accettati dai genitori, dai compagni e dagli insegnanti. Questo tipo di alunni possono essere scambiati facilmente per svogliati e loro stessi possono pensare di essere malati e sbagliati. Quando leggono possono avere attacchi di panico e a volte piangono. Capita che la famiglia non accetti il problema del figlio, in questo caso il ragazzo può avere più difficoltà, se invece il ragazzo viene sostenuto può affrontare il problema più facilmente. Nello studio ha bisogno di mappe e di schemi , che, però, devo costruire da solo. La scuola o la famiglia deve insegnare loro solo come si fa. È importante, infine, che anche i genitore si confrontino con genitori che hanno lo stesso problema, conoscere l´esperienza degli altri aiuta molto. Alla fine, tutti hanno fatto domande interessati, alle quali Irene e Marco hanno risposto in modo molto allegro e simpatico. Quando ce ne siamo andati, abbiamo capito che alunni di questo tipo ce ne sono anche nella nostra scuola e noi ragazzi possiamo e dobbiamo fare qualcosa per loro. Jessica F. classe IIB

Fonte: Lorenzo Brogi

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